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Ragazzi parliamone


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Non si limita soltanto a scrivere: accetta volentieri gli inviti di scuole e biblioteche per incontrare direttamente il pubblico e rispondendo alle sue numerose domande. Collabora con due giornali locali scrivendo articoli sulla sua rubrica “ragazzi perché non ne parliamo?” e brevi racconti. Ultimamente è affiancato da don Antonio Mazzi, noto fondatore della comunità per tossicodipendenti Exodus, alla quale devolve parte del ricavato. Nel tempo libero pratica sport, sci e tennis, ascolta musica, classica e moderna, ama leggere romanzi e fare escursioni in montagna. I suoi hobby sono molteplici. I più amati: l’acquariologia e il canto (da ragazzo ha inciso alcuni dischi e scritto varie canzoni). E’ sposato con Elisabetta e ha due figli, Giulia e Paolo. RONCO BRIANTINO - Che emozione... conoscere un vero scrittore. E gli hanno anche parlato, o meglio, messo letteralmente sotto torchio, per carpire i mille segreti che stanno dietro ai suoi romanzi. I ragazzi delle scuole elementari e medie di Ronco Briantino, in due tranche, lunedì 15 e 22 aprile, hanno conosciuto infatti Sergio Marchi, apprezzato autore di libri gialli per giovanissimi, che ha pubblicato una serie di volumi divertenti e vinto anche un premio, il Selezione Bancarellino. Insomma, hanno visto in carne ed ossa chi sta dietro ai loro beniamini, e magari sono anche riusciti a restare catturati dal meraviglioso mondo della carta stampata e rilegata. «Di solito la prima domanda che mi fanno i ragazzi è quanto guadagno - spiega divertito lo scrittore, che abita a Peschiera Borromeo e che nella vita fa tutt'altro per mantenersi (lavora nello studio di un commercialista) -. Scrivo perché mi diverte e soprattutto mi diverte raccontare ai ragazzi le storie. Per questo mi piace incontrarli nelle scuole: da loro arrivano mille domande, mille curiosità e anche qualche suggerimento». L'iniziativa, organizzata dalla Biblioteca civica di Ronco, in collaborazione con la direzione didattica, ha uno scopo molto semplice: «Avvicinare i giovanissimi al mondo della letteratura e conoscerne i protagonisti e i creatori dei romanzi preferiti indubbiamente aiuta gli studenti ad avere un rapporto più diretto con un modo apparentemente lontano», come spiega la responsabile della Biblioteca, Angela Delfino. «Ho spiegato loro che le mie storie si fanno un po' da sole - conclude l'autore di "Suor detective" e di "Un giovane detective e tre indizi" -: dall'idea poi si sviluppano i colpi di scena e quindi il filo del romanzo, facendo prendere vita man mano ai diversi personaggi. I ragazzi sono affascinati dalla letteratura e, malgrado quello che si pensi a prima vista non sono assolutamente contrari ai libri: basta semplicemente saperli invogliare a leggere». PESCHIERA - Si defìnisce un letterato prestato al1'economia. E nel tempo libero insegna ai ragazzi come si scrive un giallo. Sergio Marchi (nella foto), quarantancinquenne peschierese, è commercialista di professione. «Almeno finchè l'attività letteraria - ironizza - non mi consentirà di vivere dignitosamente, senza dedicarmi ad altre occupazioni». Tra un conteggio e una consulenza, infatti, Sergio immagina, rimugina, abbozza delle idee, cerca spunti per i propri personaggi, studia la trama del prossimo giallo. Rigorosamente per ragazzi. «Miscelo gli elementi tradizionali del genere - dichiara l'autore -: un delitto apparentemente inspiegabile, una serie di indizi disseminati qua e là e un detective, o comunque un personaggio curioso, perspicace, con la voglia dì vederci, chiaro». «Adatto il linguaggio alle capacità dei miei lettori e il gìoco è fatto». Ma c'è anche un piccolo trucco che il nostro scrittore adotta e che lo rende gradevole al pubblico adolescente: nella maggior parte dei casi, i protagonisti dei suoi gialli sono giovanissimi investigatori, che, procedendo per associazioni mentali e successive scoperte, arrivano a risolvere Venigma.- «Un accorgimento che facilita l'identificazione del lettore con il protagonista, oltre a sollecitare curiosità e capacità d'indagine». Come dire: in ogni ragazzo si nasconde un potenziale detective, un astuto scopritore di misteri. Ed è proprio sfruttando questi meccanismi narrativi, sulla scia dell'invenzione, che sono nati i libri di Sergio Marchi, oggi adottati in diverse scuole milanesi come testi di narrativa: "Una manciata di indizi", "Un giovane detective e tre indizi" - giallo, questo, che gli è valso, nel '97, il premio selezione Bancarellino -, 'Finale con brìvido", "Una ricerca disperata per fermare l'assassino" e "Suor detective", l'ultimo intrigo uscito dalla penna dello scrittore e pubblicato da Mursia. Marchi, che sta già lavorando a un nuovo libro - sulla trama e i personaggi il riserbo è di rigore -, è stato contattato dalle scuole medie dei territorio per tenere alcune lezioni sulla tecnica giallistica. Un incontro presso l'ìstituto De Andrè sembra aver letteralmente entusiasmato gli studenti. Ad alto indice di gradimento anche le sedute presso la biblioteca comunale, in presenza dei ragazzi dei comprensivo di via Carducci. La Tavola di smeraldo, di Sergio Marchi, pubblicato da Tiziano Corneglianì Editore, è un fantasy storico, rivolto principalmente ai ragazzi del­le scuole medie inferiori, che può diventare una piacevole lettura anche per gli adulti. La storia si svolge in Lombardia sulle rive del Lambro, esattamente nell'an­no 1568, in una zona paludo­sa, sperduta nella campagna, ma non molto distante da Milano: Peschiera Borromeo. Il protagonista, un ragazzo di umili origini di nome Bernardo, ponendo a rischio la pro­pria vita, riporta alla luce un oggetto misterioso forgiato Ermete Trimegisto, padre di tutti gli alchimisti, capace di trasformare l'energia negati­va in positiva e regalare l'im­mortalità: una lamina di sme­raldo, dalla quale si può rica­vare la famosa pietra filoso­fale e da quest'ultima l'elisir di lunga vita; proprietà mera­vigliose, ma che si sarebbero rivelate soltanto alle persone integerrime (di provata buo­na volontà e aperte di cuore) che avrebbero saputo farne buon uso una volta decifrate le quindici frasi sibilline che Ermete incise di suo pugno sulla lastra con una punta di diamante. Questo oggetto, la Tavola di smeraldo, giaceva avvolto dalle tenebre e cu­stodito da un fantasma, sotto l'imponente castello (simbo­lo ormai della città di Pe­schiera) di proprietà della nobile famiglia Borromeo, alla quale apparteneva un al­tro protagonista della storia: l'allora arcivescovo di Mila­no, cardinale Carlo Borromeo. Da quel momento la vi­ta di Bernardo cambia total­mente. Suo malgrado viene eletto arbitro dell'eterna lot­ta fra il bene e il male. Di questo romanzo, che ha affascinato molti lettori parliamo con l'autore, Sergio Marchi. Alla domanda su come sia venuta l'idea di scri­vere questo libro Marchi rac­conta dì aver scoperto, in un testo di alchimia capitategli casualmente tra le mani, l'e­sistenza della Tavola di sme­raldo: un oggetto antichissimo trovato, secondo alcune fonti storiche, in una tomba a Hebron, da un soldato di Ales­sandro Magno tra le mani della mummia di Ermele Trismegisto. La Tavola è stata trovata e persa diverse volte prima di sparire definitiva­mente. In alcuni testi si dice addirittura che sia stata nelle mani di Noè, che l'avrebbe portata con sé nell'arca. Gra­zie a questa, utilizzando l'eli­sir di lunga vita che ne avrebbe ricavato, sarebbe vissuto vino a 900 anni, come riporta la Bibbia. Il mistero che sembra avvolgere questo oggetto sembrava a Marchi perfetto per un fantasy. Leggendo la Tavola di smeraldo facilmente i ragazzi possono trame un messaggio positivo: seguendo il protagonista si arriva a capire come ognuno di noi ha dentro di sé una forza molto potente che, se bene utilizzata, ci per­mette di superare ogni osta­colo, rendendoci così invinci­bili. Molti però non sanno di avere questa forza o non vo­gliono fare alcuna fatica per tirarla fuori, affidandosi così a dei falsi aiuti, che prima il­ludono e poi, inevitabilmen­te, distruggono, come per esempio la droga. La Tavola di smeraldo, nel caso specifi­co, è proprio questa forza, che può anche essere identi­ficata con la fede e il difficile percorso che Bernardo intra­prende per ritrovarla è pro­prio la fatica che bisogna fare per conquistarla. Il messag­gio è proprio questo, chi non si arrende e riesce a conqui­starla non rimarrà deluso. E vista la positività del messaggio Sergio Marchi e Tiziano Cornegliani Editore sono affiancati da un illustre "sponsor": don Antonio Mazzi, presidente della Co­munità Exodus, a cui va an­che parte dei proventi del libro. Insieme presenteranno il libro ai ragazzi delle scuole medie il 10 maggio alla Fiera Internazionale del Libro di Torino. «I ragazzi oggi si la­sciano imbrogliare facilmen­te dal miraggio dei risultati facili e veloci, finendo così, pur di non fare fatica, nel tunnel della droga, un tunnel che purtroppo per molti gio­vani ha soltanto l'entrata. Per questo è stato contattato Don Mazzi e gli è stata pro­posta questa avventura». Trattandosi di racconti fantasy possono venire in mente le storie di Harry Potter. In effetti - come spie­ga Sergio Marchi - le analo­gie sono due: il riferimento all'alchimia e il messaggio di positività che i due romanzi vogliono mandare. Ma molte sono anche le dif­ferenze. La magia, per esem­pio: Harry Potter per otte­nere ciò che vuole utilizza la bacchetta magica (magari esistesse...), Bernardo inve­ce capirà che si può ottenere tutto anche senza, basta crederci, essere determinati e non arrendersi mai. Poi ce ne sono altre meno impor­tanti, come l'ambientazione, le storie di Harry Potter si svolgono ai giorni nostri mentre Bernardo è vissuto nel 1500 e così via. La Tavola di smeraldo - Un fantasy storico ... Il Riformista - 16/12/04 Pagina: 2/2 La Tavola di smeraldo è il sesto libro per Sergio Mar­chi, che ha iniziato a scrivere alcuni anni fa e dopo il pri­mo titolo ha deciso di dedi­carsi ai ragazzi: con il primo volume rivolto a loro, edito da Paoline, nel 1997 ha vinto il premio Selezione Bancarellino. In seguito ha pubbli­cato per Mursia Scuola e Carlo Signorelli Editore Allora perché dopo esperienze editoriali con grandi editori la scelta di pubblicare con un piccolo come Tizìano Cornegliani? «Prima di tutto non fac­cio distinzioni tra grandi e piccoli, ma fra validi e non -risponde Sergio Marchi - e posso affermare che ho co­nosciuto case editrici con no­mi risonanti di un livello de­cisamente inferiore a nomi sconosciuti o quasi. Mursia, Signorelli e Paoline sono sìcuramente dei nomi e sarei sicuramente un ipocrita se dicessi che non sono felice di pubblicare con loro, ma sono soltanto il tito­lo di una collana. Con un pic­colo editore di qualità, quale Tiziano Cornegliani, invece, mi sento un autore. Non sono soltanto un prodotto da esibire su uno scaffale, ma qualcuno con cui condivide­re il lavoro, le idee, le esperienze e perché no, anche le sconfitte. E poi, se un piccolo editore ti sceglie, puoi stare certo che crede in te, non ha soldi da buttare via e in questo modo, posso garantirlo, si lavora molto meglio». Sempre per Tiziano Cor­negliani Ediiore Marchi sta scrivendo un nuovo episodio della Tavola di smeraldo, che dovrebbe uscire a fine anno e avere la prefazione di un al­tro nome illustre: il dottor Alessandro Cecchi Paone, in qualità di noto esperto in cu­riosità storiche e archeologiche. All'inizio del 2005, uscirà un romanzo giallo per la scolastica per Car­lo Signorelli Editore e uno, sempre giallo, per la varia, con Paoline Editoriale Li­bri. Perciò, considerando anche gli appuntamenti per la promozione, i prossimi mesi saranno piuttosto pieni per Sergio Marchi. Peschieresi Illustri Il Foglio di Peschiera Borromeo, nov.2002 [ Il Foglio di Peschiera Borromeo, novembre 2002 ] di Tiziano Cornegliani A partire da questo numero, Il Foglio intervisterà "peschieresi illustri” cioè cittadini di Peschiera Borromeo, che per ragioni di merito si sono guadagnati notorietà e apprezzamento. Cominciamo con uno scrittore che, a dire il vero, del tutto noto ancora non è, almeno ai più, ma che sta portando avanti un progetto che inevitabilmente darà i suoi frutti. Si chiama Sergio Marchi, abita nella frazione di Bettola, è sposato con Elisabetta e ha due figli molto in gamba, Giulia e Paolo. Con un suo libro, Un giovane detective e tre indizi pubblicato da Editoriale Paoline, ha vinto nel 1997 il premio Selezione Bancarellino, il che non è da tutti, specie se si considera che questo premio nasce da segnalazioni spontanee dei librai italiani. Ha scritto anche Finale con brivido (per la medesima Casa editrice) e Suor Detective (Mursia scuola). Come forse i lettori avranno già intuito, scrive per i ragazzi che ama molto incontrare in scuole e biblioteche. E suo prossimo libro, La tavola di smeraldo, è ambientato proprio a Peschiera Borromeo, ai tempi di San Cado. e racconta il rinvenimento da parte di un umile ragazzo, di nome Bemardo, di un oggetto misterioso, forgiato più di tremila anni prima da Ermete Trismegisto, padre di tutti gli alchimisti capace di trasformare l'energia negativa in positiva e regalare l'immortalità. Inutile dire che l'abbiamo inteso come un omaggio a Peschiera. Non potevamo non andare a trovarlo... Quando e perchè ha cominciato a scrivere? Diversi anni fa e per dar sfogo alla fantasia. Fin da bambino mi sono sempre divertito ad immaginare personaggi e storie. sergio marchi, SERGIO MARCHI, autore libri per ragazzi, AUTORE LIBRI PER RAGAZZI, libri per ragazzi, LIBRI PER RAGAZZI, narrativa per ragazzi, NARRATIVA PER RAGAZZI, autore libri narrativa per ragazzi, AUTORE LIBRI NARRATIVA PER RAGAZZI, gialli per ragazzi, GIALLI PER RAGAZZI, autore gialli per ragazzi, AUTORE GIALLI PER RAGAZZI, fantasy per ragazzi, FANTASY PER RAGAZZI, autore libri fantasy per ragazzi, AUTORE LIBRI FANTASY PER RAGAZZI, e-book per ragazzi, E-BOOK PER RAGAZZIUn giorno ho voluto provare a farli vivere e ho buttato giù alcune idee per vedere che effetto avrebbero fatto nero su bianco. Gli amici che pazientemente sono stati costretti a leggerle mi hanno incoraggiato e così è nato il mio primo romanzo giallo. Ma l'avventura vera e propria è iniziata nel 1996 quando l'Editoriale Paoline mi ha offerto l'opportunità di scrivere un romanzo giallo per la collana `Panda", rivolta ai ragazzi. Quali sono i temi che più le stanno a cuore e che animano i suoi libri? L'altruismo, l'amicizia e il rispetto per il prossimo, e per prossimo intendo tutto ci� che ci circonda. Di valori negativi si viene bombardati a sufficienza dalla vita di tutti i giorni e il pubblico al quale mi rivolgo credo abbia diritto ad un po' di ottimismo, almeno quando si diverte... Qual è nel suo lavoro di scrittore la cosa più difficile? Creare i personaggi. E non intendo fisicamente, ma il loro carattere, il loro modo di fare, di agire: creare una personalità. E' la cosa alla quale dedico più tempo. Sono gli attori che valorizzano un copione: se recitata male, sembra brutta anche la storia più bella. Quindi, sono soddisfatto soltanto quando sembrano arrivare a pensare autonomamente e a suggerirmi cosa far loro dire o fare. E invece la cosa che più le dà soddisfazione? Quando mi rendo conto che il lettore si è divertito a eggere un mio romanzo, tanto quanto io mi sono divertito a scriverlo. Qual è , visto che tutti ne hanno almeno uno, il suo "sogno nel cassetto "? Fare di questa bellissima attività la mia vera ed unica professione. E infine, visto che lei abita a Peschiera cosa le piace e cosa non le piace del nostro Comune e della sua gente? Sono molte le cose che mi piacciono di Peschiera Borromeo, anche se trovo difficile fare un elenco e, soprattutto, motivarlo in poche parole. Prima fra tutte il suo passato e i personaggi che l'hanno popolato, dandole quel fascino particolare che mi ha spinto ad ambientarvi la storia del mio ultimo libro. Poi, la vivace attività culturale e le diverse iniziative intraprese che la rendono una vera e propria cittadina e non un anonimo comune alle porte di una grande metropoli. Per quanto riguarda i difetti chi non li ha? E meno male, visto che la perfezione... non è di questo mondo. Copyright © by Sergio Marchi Tutti i diritti riservati. Pubblicato su: 2004-10-17 (77 letture) Un caffè con Sergio Marchi Il Giorno - 13 dicembre 2002 di Emanuela Caputo [ Il Giorno - 13 dicembre 2002 ] di Emanuela Caputo PESCHIERA - Alchimia e storia fra saggezza e avventura: questi gli ingredienti fondamentali del nuovo libro di Sergio Marchi. Mercoledì sera nella sala conferenze di via Carducci l'autore peschierese ha presentato il suo ultimo romanzo "La tavola di smeraldo": un fantasy per ragazzi ambientato nel XVI secolo nelle segrete del Castello di Peschiera. Un alone leggendario sfiora i personaggi della vicenda Qual è la trama, quali le gesta contenute all'interno dell'opera? L«a tradizione vuole che nella terra dei Faraoni vivesse Ermete Trismegisto, il padre di tutti gli alchimisti. Con una punta di diamante egli scrisse quindici frasi misteriose su una preziosa lastra, la "Tavola di smeraldo ", capace di trasformare l'energia negativa in positiva e regalare l'immortalità. Un unico messaggio fissato sulla tavola: "solo l'uomo di provata buona volontà e altruismo riuscirà a comprendere il significato delle frasi incise e fame buon uso". Si tratta del racconto fantastico del giovane Bernardo, che, scoprendo i segreti custoditi nella tavola, viene eletto arbitro dell'eterna lotta tra il Bene e il Male». Avventura e magia nella cornice storica della corte di San Carlo Borromeo: come ha conciliato ricerca storiografica ed elaborazione fantastica? Cosa l'ha orientata nella scelta? «La collocazione all'interno di un contesto storico preciso ha dato fascino e credibilità alla vicenda. Il mio intento era quello di catturare l'attenzione dei ragazzi coinvolgendoli in un'avventura fantastica che consentisse loro di avere un approccio con la storia locale, senza scadere nella banalità. 1 personaggi reali, come ha sottolineato lo storico Claudio Leondi durante la presentazione, sono studiati nei particolari della loro personalità; egli azzarda un paragone con "I Promessi Sposi manzoniani. L'Ordine monastico degli Umiliati, l'attentato a San Carlo Borromeo, la sua lotta contro la corruzione del clero e la riforma sono i nuclei storici su cui mi sono concentrato. La ricerca delle fonti il momento più impegnativo e divertente». "Tavola di smeraldo" in aiuto di don Mazzi Il Giorno, 11febbraio 2004 PESCHIERA - "La tavola di smeraldo" conquista anche il giovane pubblico della Fnac. A un anno dalla sua publicazione, infatti, il libro di Sergio Marchi è sbarcato in via Torino: l'opera, che sta facendo il giro delle più importanti librerie del capoluogo lombardo, è stata presentata ai lettori milanesi proprio qualche settimana fa dall'autore e da don Antonio Mazzi, il noto fondatore di Exodus; alla comunità di recupero per tossicodipendenti, fondata dal parroco nei pressi del Parco Lambro, andrà anche parte del ricavato delle vendite. Un interessante connubio che metterà la fantasia al servizio di chi non ha saputo resistere alle false illusioni dell'eroina. Il testo stesso, edito da "Tiziano Cornegliani Editore", si sviluppa nel continuo contrasto fra la verità storica e l'incanto della stregoneria. sergio marchi, SERGIO MARCHI, autore libri per ragazzi, AUTORE LIBRI PER RAGAZZI, libri per ragazzi, LIBRI PER RAGAZZI, narrativa per ragazzi, NARRATIVA PER RAGAZZI, autore libri narrativa per ragazzi, AUTORE LIBRI NARRATIVA PER RAGAZZI, gialli per ragazzi, GIALLI PER RAGAZZI, autore gialli per ragazzi, AUTORE GIALLI PER RAGAZZI, fantasy per ragazzi, FANTASY PER RAGAZZI, autore libri fantasy per ragazzi, AUTORE LIBRI FANTASY PER RAGAZZI, e-book per ragazzi, E-BOOK PER RAGAZZI

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